In the reputation age, we should rank the quality of information not by its the content but by the agenda of its source

C’è un paradosso sottovalutato della conoscenza che gioca un ruolo fondamentale nelle nostre democrazie liberali avanzate e iper-connesse: maggiore è la quantità di informazioni che circola, più ci affidiamo ai cosiddetti dispositivi reputazionali per valutarli. Ciò che rende questo paradossale è che l’accesso enormemente aumentato alle informazioni e alle conoscenze che abbiamo oggi non ci autorizza o ci rende più cognitivamente autonomi. Piuttosto, ci rende più dipendenti dai giudizi di altre persone e dalle valutazioni delle informazioni con cui ci troviamo di fronte.

Sorgente: Say goodbye to the information age: it’s all about reputation now | Aeon Ideas