“Viviamo ancora in un mondo in cui il colore della nostra pelle non solo dà una prima impressione, ma anche un’impressione duratura”, afferma Angélica Dass. Dass è un’artista brasiliana che vive e lavora a Madrid. Viene da una famiglia “multicromatica”. Descrive la pelle di suo padre come “cioccolato fondente”, mentre quella della nonna adottiva come “porcellana”, e quella di suo nonno a metà tra vaniglia e fragola. Nella sua famiglia il colore non è mai stato un problema, ma fuori casa sembrava invece esserlo. Era confusa. “Sono fatta di carne, ma non ero rosa. La mia pelle era marrone e la gente diceva che ero nera,” ha raccontato durante il suo intervento al TED. “Avevo 7 anni e un casino di colori in testa.” In Brasile, quando usciva con famigliari o amici, non erano rare le volte in cui veniva scambiata per la tata o trattata come una prostituta. E in un’occasione le capitò di essere invitata a non usare l’ascensore principale per via del suo colore. Partendo da questi episodi, nel 2012 Angélica Dass ha avuto l’idea di esplorare..

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